Grest 2017 … i programmi

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Lettera agli amici del Kenya

Riceviamo questa lettera di Mons. Pante, il vescovo del Kenia con cui collabora il dott. Pesce e la sua Associazione.

 

 

 

Cari amici del Kenya,
Eccoci arrivati a un’altra Pasqua. Una pasqua come tutte le altre? No, sara’ diversa e nuova. Si’, perche’ sara’ la festa della SPERANZA, quella che spera contro ogni speranza. Mangeremo l’uovo da cui nascera’ una colomba bianca, la colomba della pace, pace dentro e pace fuori. A me piacevano tanto le uova pasquali che la nonna colorava con le erbe dei campi. Da un uovo piccolo, quasi insignificante, nascera’ il miracolo di una nuova creatura, bella e vigorosa. Gesu’ massacrato di botte e dissanguato venne rinchiuso dentro un piccolo guscio, una tomba fredda, pero’ il terzo giorno e’ risuscitato trionfante, portando con se’ tutta la nostra umanita’ sconfitta. Allora non ci sara’ piu’ permesso di cedere al pessimismo, anche se siamo ancora circondati da terrorismo, terremoti, siccita’ e una subdola Terza Guerra Mondiale a pezzetti, come la chiama Papa Francesco. Il vincitore Gesu’ ci rassicura: non temere, io ho vinto il male e la morte, io faccio nuove tutte le cose e tutte le persone, compreso te.

Anche noi qui a Maralal e in Kenya abbiamo un po’ di trepidazione, per due motivi. Una brutta e prolungata siccita’ ci porta fame e sete (vedi la foto). I prezzi vanno alle stelle e le mucche muoiono di stenti. La peggiore siccita’ che ricordo e’ quella del 1984 quando sulle strada si incontravano carcasse e avvoltoi che gozzovigliavano.
Mi stringe il cuore quando oggi incrocio bimbi pastorelli che mi gridano dietro: “maji” (acqua)!  Certamente anche a voi in Italia stringera’ il cuore vedere in questi tempi quello stesso Gesu’ pellegrino e fuggiasco in Egitto mentre scappava dal tiranno Erode, ma che oggi si nasconde sotto le sembianze dei rifugiati che bussano alle vostre porte per salvarsi la pelle da guerre e fame. Anche noi italiani, non dimentichiamolo,  abbiamo lasciato il nostro paese in cerca di pane e sicurezza . Secondo motivo di trepitazione e’ la vicinanza delle elezioni politiche qui in Kenya. Si sente gia’ un po’
di caldo, frasi provocanti e schieramenti  su linee tribali. Noi che ci siamo prefissati di essere ministri di Riconciliazione, preghiamo e predichiamo da tutti i pulpiti di votare non col ventre ma con la testa. Avremo i politici che ci meritiamo, quelli che costruiscono ponti oppure quelli che costruiscono muraglie; quelli che ingrassano solo il loro ventre o invece quelli che servono tutti senza distinzione; quelli che aumentano gli armamenti o quelli che costruiscono scuole e ospedali.

Mai paura, mai arrendersi, mai sedersi: questo e’ la speranza che Lui, il Vincitore, ci consegna in questa nuova Pasqua. Contro ogni apparenza, il bene trionfera’ sul male.

+ Virgilio Pante.